Vinco l’indifferenza sempre avuta nei confronti delle immersioni sui relitti e decido di affrontare l’esperienza. Il periodo è fortunato: sono rilassata, la vacanza, sebbene di pochi giorni, è piacevole per l’intera famiglia e, soprattutto, so che devo prevedere per l’estate in corso poche immersioni , per problemi di diversa natura. Per cui accetto di tuffarmi. La compagnia , del resto, si è già manifestata simpatica e piacevole: oltre al gestore del diving, Peppe, c’è un simpatico romano, uno svizzero dal nome impossibile e dalla statura imponentissima, in vacanza con nipoti e figli (ma le famiglie patriarcali non esistevano una volta solo nel Sud Italia?) un palermitano sorridente e cordiale. Il mare è quello di luglio, stupendo e cristallino. Usciamo dal porto e arriviamo nella baia di Scopello, dopo avere ammirato il susseguirsi delle forme accidentate e rocciose della riserva dello Zingaro, le calette bianche nel mare turchese che sembrano frenare per un istante l’imponente degradare della costa nel blu. Ecco che appare Scopello con i suoi minuscoli (così sembrano a poche centinaia di metri dalla costa) insediamenti abitativi incastonati nella roccia. Si programma l’immersione con la discesa lungo la cima e conseguente risalita. Ci tuffiamo tranquilli e già intorno ai venti metri avvistiamo l’ombra del relitto che ci regala visioni sempre più nitide mentre ci avviciniamo: appare il ponte intorno ai ventotto metri, la stazza del relitto mi sembra ragguardevole, notiamo subito gongri che entrano ed escono dalle numerose fenditure del Capua. Peppe scatta foto una dietro l’altra, contento di riprendere i gronghi che si avvicinano a noi senza alcun timore. Deve esserci una famiglia intera abituata sicuramente alle livree e alle torce dei sub. Notiamo anche murene e cipolle panciute che si lasciano avvicinare e fotografare. L’immersione procede tranquilla, ci incrociamo con un altro gruppo di sub, le fenditure, piene di vita, attraggono la nostra attenzione ma, inesorabile, il tempo trascorre veloce ed è ora di risalire. Lentamente, rilassati e divertiti, risaliamo con Peppe che continua a scattare. Il sole di mezzogiorno che ci abbaglia appena emersi è il corollario perfetto di una esperienza ricca di emozioni che auguro a tutti di vivere...
racconto di Antonella Santarelli
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Ultimo aggiornamento: 28-01-11